Il commissario Falò chi è?

Il commissario Falò – Un giallo torbido e trasgressivo, un noir introspettivo, cinematografico e oniricoShutter Island DiCaprio

 

Oggi, l’autore del saggio monografico intitolato John Carpenter – Prince of Darkness, ovvero il sottoscritto, vuole presentarvi il suo ultimo opus letterario e poliedrico, visionario e al contempo scanzonato, romantico e perfino irriverente, guascone e all’unisono hardboiled, al solito peculiarmente attinente alla Settima Arte più svariata e agganciato, di reminiscenze e profondi ricordi intimi, intrecciati a variopinte citazioni bizzarre, a squisiti film da lui ritenuti importanti e imprescindibili all’interno del suo excursus professionale e artistico più personale.

Il libro in questione è Il commissario Falò, storia di detection assai sui generis, cioè un giallo vero e proprio in stile Agatha Christie e contemporaneamente un lisergico e pindarico, balzano e romantico viaggio mentale, sinuosamente avvinghiante nelle sue pagine poetiche, speriamo avvincente, finanche divertente, attraverso gli anfratti mnemonici del protagonista che forse altri non è che l’autore stesso di tale romanzo assolutamente differente dalla norma. Falò è il suo simpatico e affascinante nomignolo, probabilmente l’immagine speculare e amletica di un alter ego eccentrico à la Hercule Poirot, il quale compirà un’indagine e un’introspezione vividissima, similmente al Mickey Rourke di Angel Heart – Ascensore per l’inferno e a Leonardo DiCaprio di Shutter Island, in merito a un caso irrisolto molto complicato, inerente una sparizione misteriosa e macabra, psicologicamente contorta, chissà se agghiacciante oppure semplicemente, magicamente rivelatoria e profeticamente miracolosa, catarticamente radiosa.

Eccone l’ufficiale sinossi che compare in quarta di copertina, nelle righe sottostanti, trascrittavi testualmente:

Il commissario Falò, uomo integerrimo la cui intransigente, coriacea, ferrea volontà morale di natura abissale e ancestrale, una volontà illesa e duramente intatta, da nessuno demoralizzata, tantomeno infranta, fluttua morbida nella spirale avvolgente, delirante e al contempo affascinante, misterica e cabalistica della sua fervida mente alla perenne, infrangibile ricerca immarcescibile delle verità più pure, nitidamente e nudamente cristalline in modo suadente, verità grandiosamente splendenti. Un uomo senza macchia e senza paura che indagherà all’interno e all’inferno della sua anima che, per tempo immemorabile, immalinconitasi in modo inusitato, fu appannata dalla mortifera tetraggine più scura, una mente opacizzatasi ma, com’illuminata per magia da estatici e miracolosi, prodigiosi, incantevoli e poderosi bagliori luminosi e ferocemente accecanti, ammantati di lucidità abbagliante e lungimirante, con chiarezza fenomenale è or pronta a tuffarsi e inabissarsi dentro i vicoli non solo di periferie malfamate, bensì dei suoi vitali, veggenti neuroni nuovamente lucenti al fine d’esplorare le atrocità che s’annidano dietro un inquietante enigma macabro ed eticamente cimiteriale, giammai svelato, forse soltanto imprecisato e non ancora risolto. Da lui finalmente, con introspettiva, profonda oculatezza mirabile e certosina, sviscerato? Il commissario Falò, un uomo certamente non sprovveduto, bensì fortemente risoluto e avveduto, talvolta offuscato dal frastagliato e ondivago, tormentoso scorrere morboso dei suoi mille e più pensieri nervosi, un uomo mai domo in un mondo di dormienti, uno scandagliatore superbo dell’ignoto suo e nostro più mostruoso e angelicamente luciferino, languidamente tanto morboso quanto sopraffino.

Un noir con punte persino notevolmente erotiche e piccanti che si districa e dipana in maniera sinuosa e morbida, goliardica e contemporaneamente severa, potremmo dire, fra apparizioni di cantanti di risma e delitti spettrali, a volte immaginari, a volte veritieri e soprattutto umani.BasicInstinctStone Branagh Poirot

di Stefano Falotico,

ovviamente, elementare Watson?

 

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