Hollywood bianca, Stefano Falotico è Cinema e Letteratura

STEFANO FALOTICO HOLLYWOOD BIANCA Stefano Falotico è nato nel 1979 a Bologna. Ha già pubblicato Una passeggiata perfetta (Joker Edizioni), Frankenstein, Noir Nightmare, Cuore angelico, tenere tenebre sanguigne (Ed. Gruppo Albatros Il Filo). Cine lo ed esistenzialista, tramite il self publishing di lulu.com, ha edito molti saggi lirici sulla “settima arte”: Nel neo(n) delle nostre avventure, Sean Penn e il Cinema springsteeniano, Decalogo Ronin, Clint Eastwood, ghiaccio arcano di romantici occhi, solo per citarne alcuni. In versione eBook-Kindle ha realizzato svariate opere eccentriche, fra cui Lucifero è vergine. Per Youcanprint Edizioni, sono usciti Il cavaliere di Alcatraz ed Eclissi di rossa tenebra ermetica. Creativo e multiforme, è autore anche di alcuni siti internet come, ad esempio, www.mulhollandlynch.com. In copertina: Hollywood Boulevard from Kodak Theatre Notti insonni e visionarie nel sordido locale di Clint Steele, dissacrante tempio del culto del niente: pallida come un volto ceruleo e nauseabondo, volgare come una puttana, sbronza di vita e di trasgressioni, Hollywood si staglia immensa e decadente nella luce arti ciale di lampade  oche, sigarette che s atano fumo e veleno, musica che accompagna il lento scorrere di ore stonate. Sogni e leggende metropolitane riempiono la bocca degli avventori del bar, uomini di ogni razza e saggezza, ciascuno con la sua paranoia; ricordi e amare conclusioni causticamente sbarrano la porta dell’anima alla speranza, inchiodando al bancone i diavoli della città, gli avanzi del giorno, gli scarti dell’immonda immondizia che popolano le strade della regina d’America. Un giro di vite, un valzer negli inferi, una roulette russa dove ci scappa pure il morto: questa è Hollywood, pellicola di carni, saliva, sangue e sudore, dove spiriti irridenti, cialtroni e meravigliosi non si stancano di ridere e piangere di se stessi, trascinando il lettore in uno slancio violento dritto al cuore della terra. Euro 16,00 Stefano Falotico Hollywood bianca Una favola melanconica, jazz-rock

STEFANO FALOTICO HOLLYWOOD BIANCA
Stefano Falotico è nato nel 1979 a Bologna. Ha già pubblicato Una passeggiata
perfetta (Joker Edizioni), Frankenstein, Noir Nightmare, Cuore angelico, tenere tenebre
sanguigne (Ed. Gruppo Albatros Il Filo). Cine lo ed esistenzialista, tramite
il self publishing di lulu.com, ha edito molti saggi lirici sulla “settima arte”: Nel
neo(n) delle nostre avventure, Sean Penn e il Cinema springsteeniano, Decalogo
Ronin, Clint Eastwood, ghiaccio arcano di romantici occhi, solo per citarne alcuni.
In versione eBook-Kindle ha realizzato svariate opere eccentriche, fra cui Lucifero
è vergine. Per Youcanprint Edizioni, sono usciti Il cavaliere di Alcatraz ed Eclissi
di rossa tenebra ermetica. Creativo e multiforme, è autore anche di alcuni siti
internet come, ad esempio, www.mulhollandlynch.com.
In copertina:
Hollywood Boulevard from Kodak Theatre
Notti insonni e visionarie nel sordido locale di Clint Steele, dissacrante
tempio del culto del niente: pallida come un volto ceruleo e nauseabondo,
volgare come una puttana, sbronza di vita e di trasgressioni,
Hollywood si staglia immensa e decadente nella luce arti ciale di lampade
 oche, sigarette che s atano fumo e veleno, musica che accompagna
il lento scorrere di ore stonate.
Sogni e leggende metropolitane riempiono la bocca degli avventori
del bar, uomini di ogni razza e saggezza, ciascuno con la sua paranoia;
ricordi e amare conclusioni causticamente sbarrano la porta dell’anima
alla speranza, inchiodando al bancone i diavoli della città, gli avanzi del
giorno, gli scarti dell’immonda immondizia che popolano le strade della
regina d’America. Un giro di vite, un valzer negli inferi, una roulette russa
dove ci scappa pure il morto: questa è Hollywood, pellicola di carni,
saliva, sangue e sudore, dove spiriti irridenti, cialtroni e meravigliosi non
si stancano di ridere e piangere di se stessi, trascinando il lettore in uno
slancio violento dritto al cuore della terra.
Euro 16,00
Stefano Falotico
Hollywood bianca
Una favola melanconica, jazz-rock

 

La bramosia attraente del Cinema e della Letteratura

Ad opera di Stefano Falotico

Mi vivo, vividissimo, in sempre più smunto viso, arcigno e deodorato, persino debosciato e di proboscide a un naso fieramente dispettoso alla car(tilagi)ne, essa stessa allungante… e bugiarda, in mio adornare la pelle glabra per perpetua vacuità, di peli arruffati che s’imbrogliano in quasi doppi nodi buffi e, arzigogolati, spronano il mio mandrillo.

La vita è contemplazione, oggi che, dissipate tante noie, ruvido non gemo più soffrendo. Ché di sofferenza fui taciuto e anche tacciato, dagli ignoranti, come“lebbroso” ma, seppur ancora di agnosticismo ed epico, coraggioso mai struggermi per tal vostre lotte sconce, di essenza sarò requie turbolenta d’eterna empietà e nell’eremo a mia brada e feroce, lanceolata e forgiante fantasia libidinosa.

Valicando mari e alte, svettantissime montagne, supererò ogni superlativo osceno della superbia a me sposa. Del mio sano palcoscenico. Teatrante di chi (non) recita e non è una scimmia Cheeta, anche se era meno scema di voi perché almeno indossava il decoro dell’ambire al cazzo d’un grosso gorilla. Rigogliosa, domani di nuovo flaccida, quindi neve e fremiti dal tremolio al dolore più venoso, quello zampillio di angosce nervose, d’inestirpabile manto crepitantissimo nell’anima a veleggiar per toccar sponde di mie orgogliose navi.

Mai leverò le ancore, spogliatemi ancora, in tutte le ore. E sarò l’oracolo di miei monocoli, di cieche visioni a rinforzarsi secondo secco dopo altri profumi dei miei tanti cuori vischiosi, mai rinsecchiti, no, non ai crassi e ridanciani baratti io la mia anima pattuirò al fin d’affiliarmi in equilibri stanti. In quanto leviatano, creatura notturna, armonia giocosa, intimarmi a vigorose leggiadrie adorabili e quindi poi nuovamente non tanto letiziose. Poiché sono cheto e perciò inquieto. Coltiverò il mio ispido porcospino, erto a pellaccia irtissima e non mi pizzicherete, oh no, miei pazzi ché tutta la vita pigliate a frizzi e al patetico la(z)zo. Olezzi vi addomesticheranno al vederla opalescenti e vi nutrirete solo di sterile miserabilità, della più esecrabile lentezza.

Io ho scalato mille vertici e mi prefiggo di mai affiggermi in bacheca del carisma e degli allori. Il mio motto è la vita che riscocca dorata, sempre ondeggiante in balli della mia inoppugnabile, scorbutica, indomabile bellezza. Ed è rinomanza e tanti romanzi.

Intagliati a miei intarsi, mentre voi vi tartassate e gioite solo degli alibi a immolare la povertà morale in t(r)ono di ridicoli alibi. E le albe? Smarrite, già morirono, ottenebrate da tanto vostro bri(vid)o raggelante.

Io scrivo inesausto e mai mi sosto. Perché sono l’innovazione a me stesso, che s’inne(r)va a geli permanentemente da sghiacciare con ingegno creativo, col cratere del mio esplosivo sempre nuove partorirne. Come le aurore, il ticchettio dapprima flebile e dunque tonitruante, fra altri tortuosi tornanti dell’esistenza bruciante, oh sì, esistersi davvero non è miele sdolcinato dei vostri zuccherosi alveari, ma obiettivi… re(g)ali del giammai chinarsi né al tedio né tantomeno al dom(in)arsi.

Mi prostro da scribacchino? No, da sincero stronzone.

E strozzatevi pure di lavoro inutile per accoppiarvi come animali per il “sapone”, buoni a nulla rimarrete e, affogando nella marea dei sogni perduti e da voi stessi sommersi per colpa del barbarico cinismo, mangerete solo laido purè e fiocchi di patate a vostr’anima pelata…

 

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