Addio al grande Eli Wallach, il “brutto” di Sergio Leone e splendido interprete di altri grandi film, come I magnifici sette

di Stefano Falotico

R.I.P. Eli Wallach

 

Questa è una giornata molto triste, molto più che triste. Accendere il pc di mattina appena destatasi, appena albeggiante ma ancor immersa nel mansueto, morbido buio pesto, frammentato dai primi raggi d’una Bologna però plumbea, avvolta da una pioggia cupa…, e apprendere da qualche giornalistica testata, di formato “ANSA”, che Eli Wallach se n’è andato. The Bad…

Brutto tempo, davvero. Ed enormemente mi rattristo a saper che il mio Eli è morto, morto per sempre in quest’opaca epoca “baldanzosa” (s)fatta solo di giullari, che si (s)tira su in finte allegrie mortifere, queste sì appartenenti a persone infinite di stupidità e idiozia, che si credon attori e invece recitan solo il funebre ruolo d’inseguir patetici, nerissimi carri da “vin(ci)t(or)i”. Nel panta rei d’un imbruttimento di massa in cui molta della nostra società s’è arenata, cedendo al pantano delle glorie edonistiche da “for(zu)ti” pantaloni nel mostrar il cavallo da “tori” che se ne sbattono…

Mica come Tuco, gaglioffo dalla pistola facile anche da sboccato, autentico, rustico e verace ma fortunatamente sé stesso, tanto ladron quanto di anima onesta, questa invece è oscena gente volgare che tocca e magna a sbafo, spacciandosi per “buona”, gente “toccata” insomma, eppur così “stimata” dal pensiero della maggioranza, ove conta appunto oggi, in tal era squallida, il “valore” di chi spara al prossimo con freddezza, questa sì calcolatrice e crudele, ove i duelli fra le persone son (di)sfide da “saloon” proprio carnascialeschi degli opinionisti (in)utili da salotti, ché sotto sotto l’anima non han niente se non la “forza” di chi uccide con l’arroganza più applaudita e di c(l)asse da urlatori (im)moderati d’una sconfinata prateria imputridente il tramonto dei veri eroi purissimi.

Eli Wallach muore alla veneranda età di 98 anni. Sono molti i ruoli della sua vastissima filmografia che sarebbero da ricordare per questo strepitoso attore particolarissimo, perfino “caricaturale”, grottesco, eccessivo, magnificamente sguaiato, smorfioso, d’eleganza clownesca da far bellezza e sublime, altissimo spavento.

Be’, non starò a citarveli. Sotto, lascerò scorrere il (rim)pianto del sacrosanto celebrarlo in clip a me, e spero anche a voi, lucentemente rimembranti a tutti che un pregiatissimo, inestimabile pezzo senza presso del Cinema mondiale non c’è più.

Ma nel mio cuore e, ripeto, spero anche nel vostro, rimarrà eternamente finché morte non ci s(e)pari, come dico io, e forse, nell’aldilà, quando l’incontreremo assieme ai cherubini in una s-cena idilliaca con iddio che (non) lo ha perdonato, mentre in sottofondo semmai metteranno il più ispirato Ennio Morricone, dopo esser espirati, indossando tutti assieme gli speroni da bountykiller, rievocheremo nostalgici i (tra)passati gloriosi, respirando l’epica d’un c’era una volta indimenticabile, immortalato a nostre iridi troppo vive per adagiarsi alle falsità odierne. The Ecstasy of Go(l)d!

Finito di cenare, ci guarderemo negli occhi, da trielli storici, deporremo le armi delle rivalità e, goliardicamente scherzando fra noi, c’urleremmo addosso un “Sai di chi siamo figli noi? Di putaaaa!”.

E, dopo tal luculliano spuntino da leccarci i baffini, sputeremo come Tuco, un po’ da good, da bad, da ugly. Perché la vita è come un superbo, imbattibile western di Sergio Leone.

Da “spaghetti”, da conti che non tornano, da cappi al collo, da amicizie virili fra stronzi ché oggi ti reggo(n) il gioco e domani ti soggiog(an)o, poi ti liber(an)o ma stai comunque attento, biondo…

 

Lascia un commento

Home Another bullshit night in suck city Addio al grande Eli Wallach, il “brutto” di Sergio Leone e splendido interprete di altri grandi film, come I magnifici sette
credit