Interstellar, FULL trailer

InterstellarInterstellar, con(si)d(eraz)ioni a “freddo”, un mio amico sostiene che io e McConaughey siamo fratelli di sangue originatisi dal “Solaris”-feto di 2001: Odissea nello spazio

di Stefano Falotico

Ebbene, è uscito il full trailer del film più atteso dell’anno, Interstellarça va sans dire. Appena uscì, qualche giorno fa, di congiunzione astrale in mia Luna di traverso, eh eh, ironizzai parecchio su questo Nolan, contestandogli innanzitutto la scelta, quantomeno bacata, di poter permettere ai suoi fan di entrare nel sito ufficiale del film (iper)annunciato, solo previo immissione dei codici “segreti”, cioè 07201969 oppure 20 LUGLIO 1969, data dell’allunaggio dell’Apollo 11.

Questa mi è sembrata una “navigazione” altamente stupida. Un’idiozia di proporzioni co(s)miche, un vezzo “autoriale” da puro Nolan con la “testa fra le nuvole”, come si suol dire, una leziosità inutile, d’una sofisticatezza appunto da uomo e artista lunatico oltre le mete inimmaginabili d’una sconfinata strampalataggine ben al di là dell’incredibile (im)possibilità ai confini della realtà del povero C(h)risto(pher), il cui cervello deve esser “partito a razzo” poiché, montandosi la testa di “calotta” (bi)polare della sua conclamata (de)pressione creativa con troppi soldi “sedanti” su (e)saltato, fa “acqua da tutte le par(e)ti”, anche nostre gastriche d’allagarci di sua pedanteria superflua da Superman, sì, appunto, ché il viaggio “esplorativo” nell’official page del “capolavoro” (in)discusso, venga già in mo(n)do autoreferenziale (conta)minato da tal “giochetto” citazionistico, criptico da “Infinito” di Leopardi, mescolato all’ignoto profondo dell’eremitico internauta (ere)mitico, che pure gli regge il gioco e la cloche di tal alzate nolaniane-“neuronali”, mi sembra una mostruosità “pubblicitaria” peggiore delle orecchie (dis)umane dello Spock di Star Trek del Leonard Nimoy più in forma e “deforme” che fu, eternamente eterico d’orbite mentali talvolta troppo sognatrici nei sofistici, irrilevanti voli pindarici. Sì, Nolan non è tanto a posto, ha perso qualche rotella, eppur ha girato questo filmone “gravitante” in una navicella. Speriamo che al pilota McConaughey, durante il viaggio, non saltino in automa(tico) le cervella e, abbandonando ogni ambizione “elevata” da astronauta robotico, decida solo di fare il “pipistrello” umanissimo nella catwoman Anne Hathaway, urlandole, libero dagli sguardi indiscreti dell’equipaggio:

– Ehi, Anne , voglio esserti “duro” di an(nu)ale epocale come il monolito di Kubrick, “evolut(iv)o” di “crescita” soprattutto sessuale, forgiando la tua attricetta educanda a mio maschio rudemente nudo e crudo, regalandoti la scintilla vitale del significato dell’esistenza imperscrutabile nello “scrutartela”, sì, ora, ti sarò scimmia, poco sapiens sapiens, ma molto Neanderthal tutto dentro di mio “albero” secolare in noi fra le l(i)ane, un po’ da maiali, sì, dai, per toccar vette sublimi d’un piacere fottutamente bestiale. E le ascelle poi ci gratteremo, dopo i fisici entropicamente (com)penetranti da laureati entrambi in Astronomica Fi(si)ca, a noi poi qui (disgi)unti, io, fighissimo, e tu, spaziale figa, appunto, ché per troppo tempo studiammo il cielo a farci il culo, ma rimanemmo a “digiuno” del vero senso intimo, “intrinseco” delle bellezze nostre uman(istic)amente sol da “introiettarci” d’amore animalesco perché, in fondo(schiena), siamo mammiferi e, “gratta gratta” (ci cova la gattona o sarà s-figata “cicogna?”), alla fine arriviamo sempre “lì”, all’erogene zone del nostro calore vulcanico a scop(pi)o per “buchi neri” esplosivi.

Ora, donna, dammi un fiammifero e accendimi di nuovo la “fiamma”… della (siga)retta, ché il “retto” tuo mi ha fatto… scop(pi)are oltre ogni mio più sogno stellare. Mi hai (s)pompato. Ah, che pompino! Devo rilassarmi, (s)fumandomela.

Anne Hathaway, a quel “punto” G, comprende che lei è appunto una “stellina” da “orso” polare, ed è stata abusata visceralmente dal suo “maggiore” (di)venuto come Alien.

Anche lei è stata contagiata dall’alienato maniaco, lo “ficca” in gattabuia della cambusa, lo brucia del tutto, dopo averglielo “arso” e “mangiato vivo”, leccandosi comunque i “baffi” da (ri)cotta donna gattesca non affatto disdegnante però il “lupesco”, tanto lo(r)dato di Master da cervello “sviluppato”, probabilmente vegetariano, visto il pallido, emaciato viso di Matthew-faccia da schiaffi, quanto primitivo da pervertito mostro velociraptor di “uccello carnivoro”, che perse il pelo ma non il “vizio”, e lei, da cagna e irredenta jena ridens, lo afferrò per i jeans, fu st(r)appante, poi per le palle lo “azionò” e dunque con la pala del “ventilatore” glielo tagliò, (in)castrandolo, quindi lo “riscaldò”, gettandolo nello spazio davvero “vuoto” e, non come la sua “riempibile”, della galassia senz’alcune lattee sue tette scultoree (ma che “laguna”) da “alzabandiera” del bono (s)fottuto in quant(ic)o bue-asino ma solo laggiù or nel buio tremendo d’una “botta” eterna in corpo vagante e mai più “solare” nel “triangolo delle Bermuda” da Hathaway umida, ignuda, prima “divoratrice” e poi bella(mente) stronza a far cader il “cascamorto” nel basso perennemente “v(i)olante”.

Senza ossigeno e dunque, a “fuoco lento”, asfissiante. Ah ah!

Sì, l’umanità, nonostante Einstein e le teorie varie della relatività del cazzo, mai messe in pratica, è rimasta sempre ferma al “take it easy” (stra)fottente!

Sì, nel 2014, vai da una donna, le porgi una poesia con tanto di rosa e, per far(ti) (la) bella fig(ur)a, le presenti il tuo “curriculum vitae”, elencandole tutte le lodi. Lei, da lordissima, non te la dà, ti guarda, ridacchia e poi ti grida:

– Me ne fotto… che tu sia un chimico astronomico, vedi di cadere dal pero! Vuoi le mie pere? È inutile che ci giri attorno… Prendi il tuo “sputnik” senza “countdown” di preliminari e sbattimelo “up”. Fra noi, non scatteranno mai le giuste chimiche! Attento a non andare in a(va)ria, coglione!

Altrimenti, vagherai tutta la vita in modo tormentatamente doestovskijano alla ricerca della tua amata perduta come nel film di Tarkovskij. Fai meno il “russo”, ma USA(mi) e gettami in fretta e “furia”.

La guerra fredda è finita da un pezzo. Voglio solo il tuo “missile” senza effetti speciali e giramenti.

Interstellar McConaughey

In poche parole, Interstellar sarà un capolavoro o ci avrà (s)fatto pen(ar)e… solo per un an(n)o senza poi neanche godere una volta “uscito?”.

Siamo ancora in “sauna” d’attesa, aspettiamo che sala (fuori)esca. Ah, Anne, che “pesche”.

Comunque, l’altra sera, mi trovavo nei (ci)pressi di un cimitero “monumentale”. Cadenzo, cazzo, i miei passi a passo, appunto, funebre, e noto il culo della gestrice delle “pompe”. Spero non funebri ma “ascendenti” idilliacamente nella sua “lilla” paradisiaca. Sì, solo ad adocchiarla, è una che resusciterebbe “Ognissanti”, ora capisco perché è qui stata “Assunta”, nel camposanto, come la Vergine Maria di g(i)nocc(h)ia affinché “risorgano”, donando loro la sua “gioia”, caldissima ma non vi giurerei che sia casta e candida.

M’inginocchio “impietrito”, sì, da “pennello” dell’implorarle “Pietà”, già “affrescato” nella mia umana “Genesi” da “CappellaSistina dinanzi a tal che porta una sesta grossa come il coppolone. Eva, sono il tuo A(d)amo! Dirimpetto a tal creatura “celeste”, vengo colto dalla sindrome di Stendhal, appunto pietrificato come il Papa quando assistette al “davanzale” di San Pietro (s)colpito da Michelangelo. Dio mio, che tetto(ne). Io però son un piccolo diavolo alla Benigni, un Pap’occhio, in fondo, chi è senza peccato, scagli la prima pietra. Non siamo angeli! Devil in me e costei “lì” mi sta non tanto “angelicata”, per “tirar” su da Beatrice be(l)ata, da necrofila gran figa di Dio, ogni Lazzaro. Sì, è così, è Certo… sa.

(De)mordo, d’infarto sto quasi “(s)venendo” ma non è tempo di morire, bensì di farsi avanti per farmela “sotto”… nel suo “purgatorio” di ben inaugurante darle “pene” didietro e non m’importa se sarà un (amp)lesso “lapidario”, morto sul “nascere” d’eiaculatio precox, non mi (s)freg(i)a se soffrirò da “letto di chiodi” in lei “crocifisso” e poi “sbattuto” nel loculo della mia faccia di “cera” dopo avermi acceso la “candela”. Voglio che sia “duro” sì, sesso fra i granitici sassi, di “marmo bianco” qui, nel ciottolato di lei “bagnata” al cioccolato sgranocchiante per ravvivarla da tal morti ché, comunque costei, mi par testé tosta (ed eccome se mi piace però di purè), morbidamente moribonda al latte (de)col(l)lante, ha un colorito cadaverico, sta sempre chiusa nel suo “nero” (g)uscio, va ravvivata, sì, il Signore è il mio pastore per tal pecorina…

Mi avvicino, indossante anfibi da “metronotte”.

– Ciao, come ti chiami? Non ti sei stancata di star sempre qui sola, lavorando “indurente” ma senza mai Sole “al dente?”. Mi presento… sono l’unico scheletro vivente senza quelli d’armadio, sì, son tutti dei “buttafuori” bastardi, delle bestie camuffate in abiti da monaci, che però nascondono i lor peccatucci sporcaccioni su volti sempre “puliti” e camici “lindi” da “dottorini” delle civette sul comò, io invece incarno, seppur (im)pavidamente, l’ars amandi, “puro” e semplice. Non aver altri cazzi, vivi, morti o vegeti, per i “testicoli”. Non far la maschiaccia, fai solo il mio maschio e “schiaccialo”.

Questo è l’undicesimo comandamento.

E si apriranno le “acque” del nostro (am)mar Rosso!?

– Ok, ma togliti gli anfibi. Siamo originari di tali (in)vertebrati ma ti voglio solo uomo…

– Sembri mia madre, sai? Anche lei studiò Biologia ma non praticò mai, dandosi all’algebra astratta per imboccar quelli/e oltre le “alimentari”. Conosci “Tropico del Cancro?”.

– Il romanzo “scandalo(so)” di Henry Miller?

– Sì, anche l’origine della “figa” del biochimico dall’omonimo cognome, Stanley Miller. Grande homo!

– Stan Lee? Quello che ha inventato l’uomo d’acciaio? Senti, “cazzone”, voglio che tu mi s(t)ia stallone e basta. Voglio cavalcarti, mio centauro, come Mad Max.

– Quello è di George Miller.

– Sì, quello della saga. Senti, ho già capito… non sei tanto “lungo”, stai allungando il “brodo” e ora non sono più sciolta per il da(r)do. L’hai “presa” troppo “larga”, dovevi solo alla(r)garmela. Sei uno da seghe…

Dovevi disboscarmi!

– Sai, qui attorno ci son molte piante, piantala, perché te lo pianterò!

– Invece, (rim)piangerai.

– Dai, l’“effetto serra” si sta facendo sentire anche su di te. Stai già “sudando” non tanto “freddo”. Voglio sovraccaricare il tuo buco.

– Dell’ozono?

– No, della “zona morta”. Non ti ricordi di me? Sono Johnny Smith/Chris Walken, mia amata perduta…

– Ora, mi ricordo di te. Ma non insegnavi Lettere?

– Sì. Ma, durante il coma, ho avuto un’esperienza premortem. Il miracolo ha voluto che sia di nuovo qui, di mio (ri)sveglio dei sen(s)i. Sai, quando ero “altrove”, mi son anche laureato da “Astrofigo”.

– In effetti, a (pre)scindere atomicamente da “quello” serra(to), sei una “bomba”. Voglio che tu esploda in me alla faccia di ogni Hiroshima. Dai, ti stavo provocando, scemo, per vedere se riuscivo a tenerti a freno. Ora, puoi non star fermo. Scop(pi)a!

– Ciao, preferisco Enrico Fermi.

– Ah, finiscila di fare lo spiritoso. Sono stanca di queste freddure…

– Infatti, questa è “calura” ma tu rimani una zoccola. Da me, non riceverai alcuna “palla” in “buca”. Conosci Il buono, il brutto, il cattivo? Tu sei brutta, ora che il mattino mi fa veder chiaro…, ti sto (ri)scoprendo sotto una nuova luce…

Vedi… il mondo si divide in due categorie, quelli con la “pistola” carica e quelli che scavano…. tu scavi.

– No, non voglio (e)levarmi dalle pal(l)e.

– Allora, mia patata, solo palate! E non sfiorerò neppure il “grilletto”.

 

Interstellar Nolan McCoanughey

Interstellar Christopher Nolan

 

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