La generazione degenerata di Christopher Nolan

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La prenderò larga per “allagarmi” in un bagno melanconico di spassionata estasi. Estasi maliarda, turgida come l’ebbrezza inusitata della mia residua eppur ancora (r)esistente fame contemplativa, di vera vita assetata ma giammai, in quanto inquieto nell’an(s)imo, assestata.

Ieri, su Sky Cinema Passion, passava un “dimenticato” film di molti, molti anni fa, Le stagioni del cuore di Robert Benton. Film “ostico” al giorno d’oggi, “abituato” a quest’immonda frenesia “moderna” ove la parola “progresso” assume per me i connotati poco nobili di regressione, di esasperazione, di sarcasmo e superficialità, di poca vita, in verità (rinnegata), indaffarati come (non) siete a vivere di effetti speciali, di esplosioni, di “roboanti” cazzate spacciate per “bellezza”.

Un film di contraltare e “altarini” invece rurale, bucolico, incentrato su una donna non abulica ma combattiva, sulla psicologia dei personaggi e la complicatezza dell’intreccio a dipanarsi…, a svelar il torbido, a divellere le certezze e a vincere le proprie paure. Un film delicato, dalla stupenda fotografia di Nestor Almendros illuminato…, come una carezza dai contorni miei affettivi, un po’ forse leccato/a ma appagante nel cuore, Places of the Heart.

Ecco poi che cambio canale, anche emotivo, e vengo inondato dalla freddezza “robotica” d’un 2001 di voi altri, film ripetitivo, dilatato di brodaglia, gonfio allo spasmo di scene enfatiche ed enfiate, retorico, che prende “a burla” la relatività e vive di esistenziali relativismi circoscritti all’universalità d’un globo (dis)umano racchiuso in una famiglia disfunzionale, col padre che crescerà come un Benjamin Button fantascientifico e dovrà affrontare la decadenza, neuronale e “scientifica”, della figlia astrofisica, molto ex figa. Jessica Chastain docet.

La gente lo applaudì, rimanendo incantata dinanzi all’attracco della navicella spaziale in rotazione dei miei coglioni annoiati, spappolati, da questa “grandeur” annichiliti ed esausti di tanta fin(t)a meraviglia.

Ecco, tutta questa mia “circumnavigazione” riflettente per pen(s)are che Nolan è un idiota.

E preferirò mille volte Robert Benton col suo film intimista-romantico situato in un’epoca anni luce lontana dalle “interstallarate”.

Chris, fidati, meglio la campagna. Stasera, ci spariamo una bella spaghettata con della birra e rutto libero. Poi, un buon libro.

Domani è un altro giorno.

Sostanzialmente, sono un uomo antipatico e anche apatico. Indubbiamente, sono un genio qualche volta cazzone.

di Stefano Falotico

INTERSTELLAR

 

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