The Vanishing – Il mistero del faro, recensione

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Oggi, recensiamo per voi The Vanishing – Il mistero del faro di Kristoffer Nyholm, thriller della durata di un’ora e quarantuno minuti, distribuito qui in Italia, dal 28 Febbraio, dalla Notorious Pictures.

Interpretato dal possente Gerard Butler, dal veterano attore scozzese Peter Mullan (TrainspottingMy Name Is JoeI figli degli uomini) e dal giovane Connor Swindells.

The Vanishing – Il mistero del faro è ispirato a una vicenda oscura realmente accaduta, ovvero l’ignota sparizione di tre uomini, guardiani di un faro delle Isole Flannan.

Questa infatti la trama:

James Ducat (Gerard Butler), Thomas Marshall (Peter Mullan) e Donald McArthur (Connor Swindells), come sempre si apprestano a prestare egregio servizio per sei settimane su un faro della Scozia.

Loro, tranquillamente, svolgono il loro lavoro, tenendosi reciprocamente compagnia durante le notti gelide e buie.

Sino a quando, un bel giorno, anche se sarebbe meglio dire in un dì nefasto e cruciale, un misterioso naufrago fuggitivo, approdato sull’isola, aggredisce Donald. Il quale, dapprima impaurito, si lascia sorprendere dalla bestiale furia dell’uomo. Che, fuori controllo e senz’apparenti ragioni, gli si avventa contro e tenta di strozzarlo. Donald però, costretto a difendersi per salvarsi la vita, lo uccide. Sferrandogli in testa un pesante macigno.

Al che, James, Thomas e Donald rinvengono ai piedi del cadavere dell’uomo un forziere che contiene un ricco bottino prezioso.

Dunque, presto arrivano sul posto, altri due uomini dagl’intenti minacciosi.

Da questo momento in poi si scatena un’animalesca orda quasi cannibalistica e omicida di vicendevole autodistruzione. E riemergono in superficie i traumi mai sopiti delle turbolente e inquiete anime di James e Thomas, due uomini dal cupo passato indistricabile, due anime vaganti nel perenne tormento esistenziale, forse per sempre perdute nell’oceano dei loro intimi, insalvabili dolori personali, due anime già dapprincipio annegate nella mesta dimenticanza auto-ingannevole più falsamente benevola e menzognera.

Uno strano oggetto inclassificabile, onestamente, questo The Vanishing – Il mistero del faro.

Dall’andamento narrativo molto tetro, sibillino e soporifero, con molte suggestive scene notturne che si avvalgono della sulfurea fotografia avvolgente di Jørgen Johansson.

Un film che potremmo annettere a quel sottogenere cinematografico definito giallo dell’anima.

Ove la recitazione dei tre protagonisti spicca per pacata finezza sottile.

In cui il grande Peter Mullan fornisce ancora una volta una prova attoriale davvero ammirevole e nel quale Gerard Butler, dopo tanti action più o meno riusciti o fallimentari, torna a cimentarsi nuovamente con un bel ruolo incisivamente drammatico.

No, The Vanishing – Il mistero del faro non è affatto un grande film e si perde, più e più volte, involutamente, in irrisolti psicodrammi interiori mai davvero sviluppati appieno.

Ma è un film dall’innegabile fascino atmosferico. E si lascia vedere molto volentieri, nonostante la pochezza e l’eccessiva elementarità della vicenda narrata.

Ci sentiamo dunque di consigliarvelo.the-vanishing-il-mistero-del-faro-recensione-butler-03

di Stefano Falotico

 

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