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ROSA ELETTRICA – Trailer integrale

rosaelettricafalòresurrection Francesco Di Napoli Rosa Elettrica Key Art poster Rosa Elettrica Maria Chiara Giannetta Rosa ElettricaRosa è stata trasferita da poco al Nucleo Protezione Testimoni e al suo primo incarico deve fare la guardia a Cocìss, un giovane e imprevedibile boss della camorra appena pentito. Finito nel mirino del clan rivale, ha accettato di collaborare con la polizia per salvarsi la pelle. Rosa non capisce perché sia stata scelta proprio lei, ma non ha tempo di farsi frenare dalle incertezze. Decisa a proteggere Cocìss a tutti i costi, non si ferma neppure quando realizza che c’è una falla nel sistema e che, oltre alla carriera, sta rischiando la vita. Soli contro tutti, Rosa e Cocìss scappano insieme guidati da un obiettivo comune, salvarsi la pelle e scoprire la verità.

 

OSCAR(s) 2026 – Una battaglia dopo l’altra trionfa! La lista completa dei vincitori in ogni singola categoria!

Battle After Another Oscar Anderson

From Deadline:

 

LA MATTINA SCRIVO (À pied d’œuvre) – Recensione

Mattina scrivo poster Pied doevre poster Mattina scrivo Donzelli

Una perlacea opera profondamente contemporanea, bella e soavemente graziosa, commovente e scritta molto intelligentemente

Oggi, dall’82.a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, recensiamo lo stupefacente e stupendo, sebben imperfetto, opus della talentuosa Valérie Donzelli, in originale intitolato À pied d’œuvre, per il mercato internazionale At Work.

Qual è il significato di À pied d’œuvre? È un’espressione tipicamente, ça va sans dire, francese che, tradotta letteralmente, corrisponde a pronto a mettersi al lavoro… E ciò combacia in toto, perlomeno nell’assunto, con quanto illustrato da Donzelli e nell’espostaci vicenda da lei filmata con cura minuziosa e sensibilità unica e rara. La cui trama, poi sottostante, enunceremo, delineandovela nei suoi tratti salienti e più peculiari senza commetter spoiler sgraditi e sgradevoli.Mattina scrivo

À pied d’œuvre è una pellicola, della durata compatta e snella di novanta minuti circa che scorrono veloci e tutti d’un fiato, sceneggiata dalla stessa Donzelli assieme a Gilles Marchand. I quali allestirono, giustappunto, in fase di scénario, come direbbero oltralpe gli uomini e le donne della Francia, un delicato e “chirurgico” lavoro di raffinatezza, ottimamente congegnato. Il film infatti ha giustamente vinto, alla kermesse, il prestigioso Leone d’Argento per la Miglior Sceneggiatura.

Paul Marquet (un superbo Bastien Bouillon) è un ex fotografo freelance di successo che volontariamente abbandonò il suo lavoro sebbene guadagnasse parecchio ma, per ragioni ivi non espresseci, da lui però rivelate nel suo primo romanzo, preferì dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Paul ha già pubblicato tre libri che riscontrarono favorevolmente molte critiche lusinghiere ma non sfondarono presso i lettori. Le vendite, insomma, furono insoddisfacenti. Perlomeno secondo i canoni e le aspettative della sua direttrice editoriale Alice (Virginie Ledoyen). Paul divorziò, poco tempo or sono, dalla sua ex moglie (incarnata dalla stessa avvenente e ottima Donzelli) il cui nome non viene dettoci, da cui ha avuto dei figli. Che l’hanno or ripudiato come genitore in quanto non lo ritengono, a causa delle sue scelte esistenziali e professionali, più degno del loro affetto e della lor stima. Paul deve “riciclarsi” e, per riuscir a mantenersi, al contempo tener desto il suo sogno d’esser scrittore a tutti gli effetti, giocoforza, è costretto quanto prima a trovar un lavoro remunerativo. Il compito però prefissatosi, per sua sfortuna e in termini “logistici” per come è strutturato il sistema e il mercato lavorativo di oggi, risulta decisamente più ostico di quanto avesse potuto inizialmente immaginare, anche perché Paul non ha affatto intenzione d’esser occupato da un lavoro che lo tenga troppo impegnato e di conseguenza lo distragga dal suo obiettivo principale. Al che, s’affida, con esiti altalenanti e man mano più sconsolanti, alla cosiddetta gig economy. Cascando via via nella crescente povertà che, ogni giorno che avanza, aumenta in modo esponenziale e, giocando di parole, l’espone a situazioni eufemisticamente “difficoltose”. Che cosa succederà e come la sua “impresa” aziendale, no, personale, tanto rischiosa e avventurosa, spassosamente e all’unisono, paradossalmente, melanconicamente triste eppur straordinariamente coraggiosa, finirà? Paul riuscirà a trionfare, a uscirne vincitore o semplicemente a rinascere non solo come scrittore?Ledoyen mattina scrivo

Cosa funziona in À pied d’œuvre

Bello, forse non eccezionale ma indubbiamente potente e toccante, con sublimi puntate nel melò più garbato, malgrado abbiamo (an)notato leggere discrepanze nella caratterizzazione dei personaggi maggiori, specialmente secondari, con talune incongruenze non sol narrative un po’ irrisolte e alcuni snodi non pienamente chiaritici, À pied d’œuvre è però, nel complesso, amabile e ben poco superficiale, sovente girato con “ammodernato” stile à la cinéma vérité d’impianto sociorealista impegnato, odierno e dinamico, in senso toutcourt. Da Bouillon recitato in modo divino e soprattutto sentito, dalla Donzelli elegantemente diretto senza sbavature e in maniera sia leggiadra che giammai retorica e/o ricattatoria. Talvolta furbesca, però né capziosa né leziosa, bensì asciutta e senza fronzoli. Secca e diretta…

Cosa non funziona in À pied d’œuvre

À pied d’œuvre è, nella sua piacevole, fluida e spedita brevità e nella sua essenziale drammaticità intrinseca, con gran intelligenza da Donzelli però stemperata e allentata da gustosi tocchi melodicamente sdrammatizzanti, con brio di classe diluiti nella mistura filmica, a prescindere dalla “gravosità” del tema di fondo che andava più analizzata, forse fin troppo corto e alcune parti, come già peraltro sopra accennatovi, necessitavano di esser messe a fuoco con minor trascuratezza e più acuto puntiglio. Secondo noi, sarebbe stato doveroso approfondir il passato di Paul. Per esempio, Paul è, sì, sinceramente votato al suo sogno da realizzare senz’accettar compromessi, ma è anche obiettivamente, esageratamente autolesionista. È una sua caratteristica caratteriale o tale sua sfavorevole, cercata e ricercata condizione insistita, oppur potremmo chiamarla, propensione, malinconica inclinazione s’alimentò a causa di delusioni ricevute?

Ciononostante, malgrado tali enunciativi difetti tutto sommato venali e perdonabili, À pied d’œuvre è un film dalla bellezza eguagliabile e comparabile alla suprema avvenenza di Donzelli, donna e regista da lasciar senza fiato e dal talento oramai indiscutibile.

di Stefano Falotico

 

La sposa! (The Bride!) – Trailer ITA

Christian Bale Jessie Buckley La sposa

Copincolla della sinossi! Un film di Maggie Gyllenhaal (sceneggiatrice e regista candidata all’Oscar per The Lost Daughter) e con Jessie Buckley (candidata all’Oscar) e Christian Bale (vincitore dell’Oscar), arriva LA SPOSA!: una rilettura audace e iconoclasta di una delle storie più affascinanti di sempre. Un Frankenstein solitario (Bale) viaggia nella Chicago degli anni ’30 per chiedere alla rivoluzionaria scienziata Dr. Euphronious (Annette Bening, cinque volte candidata all’Oscar) di creare per lui una compagna. I due riportano in vita una giovane donna assassinata e nasce The Bride (Buckley). Quello che segue va ben oltre ogni immaginazione: omicidio! Possessione! Un movimento culturale selvaggio e radicale! E amanti fuorilegge in una storia d’amore esplosiva e indomabile! Nel cast anche Peter Sarsgaard, Annette Bening, Jake Gyllenhaal (candidato all’Oscar) e Penélope Cruz (vincitrice dell’Oscar). Maggie Gyllenhaal dirige da una sua sceneggiatura e produce insieme a Emma Tillinger Koskoff (candidata all’Oscar), Talia Kleinhendler e Osnat Handelsman Keren. Produttori esecutivi Carla Raij, David Webb e Courtney Kivowitz. Dietro la macchina da presa, Gyllenhaal è affiancata da un team di grandi artigiani del cinema pluripremiati: il direttore della fotografia Lawrence Sher, la production designer Karen Murphy, il montatore Dylan Tichenor, il music supervisor Randall Poster, la compositrice Hildur Guðnadóttir e la costume designer Sandy Powell. Warner Bros. Pictures presenta una produzione First Love Films / In The Current Company, un film di Maggie Gyllenhaal: LA SPOSA!. Il film sarà distribuito in tutto il mondo da Warner Bros. Pictures, esclusivamente al cinema e in IMAX® in Nord America dal 6 marzo 2026, e in Italia dal 5 marzo 2026.Bale Buckley Sposa Sposa! poster

 

OSCAR 2026 – Tutte le Nomination(s), ovvero (la) full list

Oscar 2026 statuette

Best picture

  • Bugonia
  • Frankenstein
  • F1
  • Hamnet
  • Marty Supreme
  • One Battle After Another
  • The Secret Agent
  • Sentimental Value
  • Sinners
  • Train Dreams

Best actor

  • Timothée Chalamet – Marty Supreme
  • Leonardo DiCaprio – One Battle After Another
  • Ethan Hawke – Blue Moon
  • Michael B Jordan – Sinners
  • Wagner Moura – The Secret Agent

Best actress

  • Jessie Buckley – Hamnet
  • Rose Byrne – If I Had Legs I’d Kick You
  • Kate Hudson – Song Sung Blue
  • Renate Reinsve – Sentimental Value
  • Emma Stone – Bugonia

Best supporting actress

  • Elle Fanning – Sentimental Value
  • Inga Ibsdotter Lilleaas – Sentimental Value
  • Amy Madigan – Weapons
  • Wunmi Mosaku – Sinners
  • Teyana Taylor – One Battle After Another

Best supporting actor

  • Benicio del Toro – One Battle After Another
  • Jacob Elordi – Frankenstein
  • Delroy Lindo – Sinners
  • Sean Penn – One Battle After Another
  • Stellan Skarsgård – Sentimental Value

Best director

  • Paul Thomas Anderson – One Battle After Another
  • Ryan Coogler – Sinners
  • Josh Safdie – Marty Supreme
  • Joachim Trier – Sentimental Value
  • Chloé Zhao – Hamnet

Best adapted screenplay

  • Bugonia
  • Frankenstein
  • Hamnet
  • One Battle After Another
  • Train Dreams

Best original screenplay

  • Blue Moon
  • It Was Just an Accident
  • Marty Supreme
  • Sentimental Value
  • Sinners

Best original song

  • Dear Me – Diane Warren: Relentless
  • Golden – KPop Demon Hunters
  • I Lied to You – Sinners
  • Sweet Dreams of Joy – Viva Verdi!
  • Train Dreams – Train Dreams

Best original score

  • Bugonia
  • Frankenstein
  • Hamnet
  • One Battle After Another
  • Sinners

Best international feature

  • It Was Just an Accident
  • Sentimental Value
  • Sirât
  • The Secret Agent
  • The Voice of Hind Rajab

Best animated feature

  • Arco
  • Elio
  • KPop Demon Hunters
  • Little Amélie or the Character of Rain
  • Zootopia 2

Best documentary feature

  • Come See Me in the Good Light
  • Cutting Through the Rocks
  • Mr. Nobody Against Putin
  • The Alabama Solution
  • The Perfect Neighbor

Best costume design

  • Avatar: Fire and Ash
  • Frankenstein
  • Hamnet
  • Marty Supreme
  • Sinners

Best make-up and hairstyling

  • Frankenstein
  • Kokuho
  • Sinners
  • The Smashing Machine
  • The Ugly Stepsister

Best production design

  • Frankenstein
  • Hamnet
  • Marty Supreme
  • One Battle After Another
  • Sinners

Best sound

  • Frankenstein
  • F1
  • One Battle After Another
  • Sinners
  • Sirât

Best film editing

  • F1
  • Marty Supreme
  • One Battle After Another
  • Sentimental Value
  • Sinners

Best cinematography

  • Frankenstein
  • Marty Supreme
  • One Battle After Another
  • Sinners
  • Train Dreams

Best visual effects

  • Avatar: Fire and Ash
  • F1
  • Jurassic World Rebirth
  • Sinners
  • The Lost Bus

Best live action short

  • A Friend of Dorothy
  • Butcher’s Stain
  • Jane Austen’s Period Drama
  • The Singers
  • Two People Exchanging Saliva

Best animated short

  • Butterfly
  • Forevergreen
  • Retirement Plan
  • The Girl Who Cried Pearls
  • The Three Sisters

Best documentary short

  • All the Empty Rooms
  • Armed Only with a Camera: The Life and Death of Brent Renaud
  • Children No More: Were and Are Gone
  • The Devil Is Busy
  • Perfectly a Strangeness

Best casting

  • Hamnet
  • Marty Supreme
  • One Battle After Another
  • Sinners
  • The Secret AgentOscars
 

IL MAGO del CREMLINO – TRA(iler) ITA(liano)

lemagedukremlin

Sinossi ufficiale a piè di filmato:

Russia, primi anni ’90. L’URSS è crollata. Nel caos di un Paese che cerca di ricostruirsi, Vadim Baranov, un giovane uomo dalla mente brillante sta per trovare la propria strada.Prima artista d’avanguardia, poi produttore di reality show, diventa consigliere ufficioso di un ex agente del KGB destinato a conquistare il potere assoluto: colui che presto sarà conosciuto come “lo Zar”, Vladimir Putin. Immerso nel cuore del sistema, Baranov diventa lo spin doctor della nuova Russia, modellandone discorsi, fantasie e percezioni. Ma c’è una figura che sfugge al suo controllo: Ksenia, donna libera e inafferrabile, che incarna la possibilità di fuga – lontano dall’influenza del potere e dal dominio politico.  Quindici anni dopo, ritiratosi nel silenzio, Baranov accetta di parlare. Ciò che rivela offusca i confini tra verità e finzione, fede e strategia e svela i segreti occulti del regime che ha contribuito a costruire. Il Mago del Cremlino– Le origini di Putin  è una discesa negli oscuri meandri del potere, un racconto in cui ogni parola è parte di un disegno. Scritto dallo stesso Assayas con Emmanuel Carrère, Il mago del Cremlino – Le origini di Putin è un viaggio tra storia, politica, sociologia, suspense, già definito “un thriller avvincente”, “una riflessione sul fascino del potere”, “una storia che ci fa capire molto della Russia di oggi e non solo.”.

 
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