In attesa del Blu-ray di Scanners, la teoretica di Cronenberg e la mia visione eremitica ed eretica

Sono qui, nel mormorio d’un mattino col respiro angusto del suo intimo borbottio. E ausculto dal mio cuore un candore irreprimibile che balla con le aurore più ermetiche del mio interminabile crepuscolarismo antieroico. E odo il mio cuore che sventola nell’etere infinita del mondo, planando a volo d’aquila sul tempo delle mie acquiescenze, delle mie…

 

Dopo Maps to the Stars, doveroso excursus poetico (e)temprale nel bisturi del Cinema di Cronenberg

di Stefano Falotico Incantato, com’è giusto che sia. Io, dinanzi al Maestro, sempre m’inchino sebbene questo suo ultimo, per me capolavoro, non abbia riscosso i consensi pressoché umani delle sue opere precedenti. O meglio, diciamo che i cinefili, dopo la visione di Maps to the Stars, si stan a mio avviso semplicemente contendendo lo “scettro” di…

 

Cannes: Maps to the Stars, Cronenberg e il mio “La Mecca del Peccato”, libro hollywoodiano da rispolverare

  David Cronenberg ha presentato oggi Maps to the Stars. E già son fioccate le ingiuste, lapidarie e frettolosissime critiche. Non è dal luogo comune di un critico malsano che si giudica un genio del Cinema sanissimo e vivaddio oltre. Ricordatelo.   Riguardiamo, invece, coi miei occhi, ben meno miopi, il photocall in tal pulsante video-slideshow.   Un…

 

David Cronenberg contro Kubrick

  David Cronenberg è impazzito? Attacca frontalmente Kubrick e Shining, non mento, siamo nella mente del regista canadese… Credo di essere un regista molto più intimo e personale di Kubrick. Lui non ha mai capito veramente il genere horror ed ecco perché trovo che Shining non sia un grande film. Non credo che Kubrick avesse capito fino in fondo ciò…

 

“Strange Days”, Review

Sono strani giorni, fratello Sommersione, brada astrazione, sesso virtuale, mnemoniche capsule di droga artificiale in una realtà allucinata. Sfreccian, sì, le memorie candide dell’ormai afflitto, austero Ralph Fiennes, Lenny Nero, nomea che incute timore, vampiro silente nel frastuono del last day on earth. Invero, fa paura solo al suo spettro. Fuochi artificiali, vagabonde meteore squilleranno ad annunciare…

 

David Cronenberg’s “Spider”, review

Who is Spider? Un uomo mingherlino, rachitico, scheletrico, s’aggira lungo il “tragitto” d’una Londra “endovena” al suo smarrimento, groviglio scarabocchiato di suoi neuroni feriti, rannicchiato nella ragnatela del tendersi all’oblio, inabissarsene per sempre alla radice “intravista” d’una strada amputata. Una recisione piangente, una giovinezza scomparsa che “ammicca” di raschiata “botanica” all’ossigeno non osmotico d’una realtà…

 
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