FREELANCERS, recensione

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Ebbene oggi, per il nostro consueto appuntamento coi Racconti di Cinema, andremo a ripescare e disaminare un film certamente non eccelso ma al contempo, tanto per essere magnanimi, neppur disprezzabile totalmente, ovvero Freelancers. Titolo originale rimasto immutato per la versione italiana per tal pellicola della durata di novantasei minuti netti, diretta da Jessy Terrero. Regista non annoverato addirittura su Wikipedia, quindi, comprenderete bene, poco famoso e, invero, con pochi crediti, a tutt’oggi, all’attivo sul versante filmografico. Probabilmente, aggiungiamo noi, a ragion chiaramente veduta e giusta, data la scarsissima qualità espostaci in questo suo pacchiano e spesso scurrile Freelancers. Il tutto è enunciabile dalle sue presto scordabili immagini piuttosto impresentabili. Freelancers, appartenente all’anno 2012, in effetti, da noi arrivò direttamente in home video e passò giustamente inosservato, trattandosi infatti di un filmetto di rapidissimo consumo, come si suol dire, senz’infamia e senza lode, anzi, ad esser onesti, totalmente terribile, risibile e assolutamente dimenticabile, sebbene a tratti perfino piacevole così come sopra già accennatovi. Trattasi dunque d’un guilty pleasure a tratti interessante? Film, ribadiamo però marcatamente, abbastanza inguardabile qualitativamente, se non fosse che nel cast, oltre al protagonista 50 Cent, svettano e primeggiano i nomi di due attori di risma assai altisonanti che non necessitano di presentazioni, cioè i premi Oscar Robert De Niro (Toro scatenato, The Irishman) e Forest Whitaker (L’ultimo re di Scozia). Chissà perché, inspiegabilmente, capitati in una sciatta produzione di bassa lega come la seguente. Come dettovi, da noi presa però in esame e, per dovere di cronaca, recensita doverosamente. Ora, se De Niro, negli ultimi anni, non è stato di certo nuovo a incursioni in plateali b movies vagamente trash e soprattutto subitamente cestinabili, vedasi, per esempio, Bus 657 (comunque, superiore e di gran lunga migliore rispetto a Freelancers ivi trattato) oppure il recentissimo Wash Me in the River, invece grandemente ci stupisce la presenza di un attore come Whitaker, molto più selettivo rispetto al vecchio Bob, il quale alterna film assolutamente pregevoli a ciofeche immonde, in merito ai suoi progetti attoriali. Specificatovi ciò, passiamo velocemente alla trama, lineare e semplicissima come non mai, da noi peraltro espressavi in modo estremamente conciso, riferitavi solamente nella sua scarna essenzialità saliente e quindi sinteticamente enunciatavi senza fronzoli e/o panegirici di sorta. Anche perché sarebbe pleonastico e oltremodo sciocco sviscerarla a fondo, vistasi la sua pochezza, considerata la sua inconsistenza e la sua netta futilità prevedibile al di là dell’indicibile più mortificante e onestamente molto triste.

Malo (50 Cent, anche produttore e accreditato come Curtis Jackson, suo vero nome all’anagrafe), in virtù della sua ferrea abnegazione, ha coronato il sogno di diventare un poliziotto alla pari di suo padre che morì ucciso. Da chi? Presto, s’imbatterà però tristemente nella corruzione, scoprendo amaramente che dietro il distintivo da sbirri, all’apparenza integerrimi ed eticamente lindi, si celano molti sporchi uomini che semplicemente e sovente rimangono intoccati, abusando del proprio potere, agendo disonestamente e ai confini della legge. Rimarranno impuniti?

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Girato professionalmente sebbene in maniera rozza, avvalendosi persino d’una buona fotografia di Igor Martinovic (The Night Of) e recitato discretamente, Freelancers presenta dei momenti registici addirittura, qua e là e a sprazzi, non malvagi. Eppure, fin dapprincipio, si rivela tamarro, sceneggiato malissimamente (script di L. Philippe Casseus), ricolmo in modo stomachevole di battute sessiste e penosamente patetiche, pregne di tossico cameratismo becero e malsano, ripieno di turpiloquio smodato e di accessorie ed inutili bellezze femminili (nel cast, infatti, oltre ai citati 50 Cent, Whitaker e De Niro, Vinnie Jones e un parterre muliebre costituito dalle sexy Dana Delany, Beau Garrett, Anabelle Acosta) ivi inserite solamente in forma, giustappunto, maschilista a mo’ di specchietto per le allodole.

Dunque, perché abbiamo sopra asserito che Freelancers non è neanche tanto male? Poiché, a dispetto della sua oggettiva indecenza esagerata, soprattutto cinematografica, scorre bene e possiede ritmo. Inoltre, alcune immagini son abbacinanti per perfezione formale.De Niro Freelancers Dana Delany Freelancers

di Stefano Falotico

 

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