La Brooklyn senza madre di Edward Norton

Ecco, se c’è un attore su cui nutrivo aspettative immense che mi ha parzialmente deluso… questo è Edward Norton. Affermatosi con una manciata d’interpretazioni magnetiche negli anni novanta, incrociando grandi autori (David Fincher ad esempio) e non acciuffandone altri, come Scorsese, per circostanze sfavorevoli (Paul Schrader scrisse Al di là della vita con in mente lui come…

 

The Punisher, quando la brutalità diventa poesia

Ebbene, spero tutti abbiate goduto della serie Marvel The Punisher e, se non l’avete ancora fatto, riparate al danno e provvedete subito. Potrete gustarvela nella sua romantica tetraggine su Netflix, e accorretene prima che possa passarvi di testa. Non tutto è filato liscio, come sovente accade, e i difetti, vistosi e numerosi, però non scalfiscono…

 

Ci sono (in)validi motivi perché Peter Pan non voleva crescere

Sì, Domenica letargica, di quelle che ti svegli rintronato, ti lavi il viso sapendo che sei a molti inviso e poi ti specchi nella realtà. Al solito facinorosa, piena di brutte facce, oppure di gente che veste con le t–shirt mentre fuori scorre un po’ di nevischio, e questi invece se n’infischiano. Sì, stamane andai ad accompagnare…

 

Detroit di Kathryn Bigelow secondo Anton Giulio Onofri

Copio e incollo la sua pertinentissima recensione controcorrente da Close-Up. Un pasticciaccio brutto successo a Detroit nel 1967 è la base d’ispirazione per una sceneggiatura firmata da Kathryn Bigelow e Mark Boal, coppia rodatasi con The Hurt Locker(vincitore di 6 premi oscar nel 2010) e Zero Dark Thirty. L’irruzione della polizia in un locale che spacciava alcolici senza licenza e…

 

The Punisher, chi è Frank Castle?

Chi è Frank Castle? È the Punisher, l’uomo traumatizzato per eccellenza che, sotto i suoi occhi, ha visto maciullare la sua famiglia e che non vede vie di redenzione se non immergere i suoi occhi enigmatici in sprazzi e “spruzzi” splatter di angoscia ancor più catarticamente violenta, “commettere”, sì, la stessa violenza che per tutta…

 

Della situazione sociale dei giovani e anche della mia condizione non più asociale

Sebbene ancor tentenni, la mia vita da meno paure è attanagliata. E le fragilità di trascorsi per me spiacevoli si stan diluendo in una rilassatezza maggiore. Ma non una rilassatezza del tutto acquietata. Un certo grado d’inquietudine, credo, mi tormenterà sempre. È la mia natura sempre curiosa e indagatrice a non farmi assestare su perfette…

 

Essere Dustin Hoffman, anche un Meyerowitz, ebraico di sua bislacca scienza e ascendenza nella saggia “senescenza”

  Questo personaggio curioso che naviga a New York, tra il faceto e l’arrogante, che passeggia cauto fra i dedali di una Manhattan le cui decumane paiono i “casellari” di una folta biblioteca, come la sua, della sua casa ricca, affollata di libri in cui perdersi, in cui ascoltar il canto prosaico di parolieri dell’anima,…

 

The Meyerowitz Stories, recensione

Eccolo là l’ultimo film di Noah Baumbach, in Concorso a Cannes, dove ha riscosso consensi e plausi sperticati quanto una sonora bocciatura da una Critica che davvero difficilmente digerisce il minimalismo radical chic di un autore strampalato, ossessionato dai soliti temi tanto da essere noioso, pedante, auto-citazionista, perfino dimenticabile per troppa sobria, impalpabile “leggerezza”. Questo è il…

 

La grande bellezza dell’aver capito tutto della vita e inevitabilmente esser presi pel cul’

La più consistente scoperta che ho fatto pochi giorni dopo aver compiuto sessantacinque anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare. A 38 anni, invece, ho scoperto che ho sperperato tantissimo tempo a dar retta agli imbecilli. Quelli che mi rimproveravano la mia scarsa “adempienza” a…

 
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