Youth di Paolo Sorrentino, recensione

Sorrentino torna al tema della malinconia, proseguendo il percorso iniziato con La grande bellezza, suo film “testamento” ancor prima di compiere cinquant’anni. O meglio iniziatico… perché il suo Cinema è un andirivieni di suggestioni intrecciate alle riflessioni, spesso solo “abbozzate”, superficiali o “incapsulate” in dialoghi sentenziosi sul mistero della vita, che si snocciola in immagini…

 

The Young Pope, finale di stagione

  Ebbene, ci ha tenuto immensa compagnia questo papa giovane di Sorrentino che, alle prese col formato televisivo, l’ha voluto rivoluzionare, creando una storia che poteva essere benissimo riassunta in un film di due ore e mezza. E, invece, scegliendo la HBO, ha deciso di allungare la faccenda con digressioni sue solite, bizzarrie visive, riprese…

 

The Young Pope, alla fine dell’Ottava puntata

Ebbene, Belardo il giovane Papa va in missione umanitaria in Africa e forse accadrà un miracolo. In una scena “gratuitamente” manieristica, Sorrentino esaspera i suoi virtuosismi inventivi nel far commettere un “atto impuro” al suo papa, che in mezzo ai camionisti, in una stazione di servizio e nel suo (s)p(i)azzo, pregherà per la morte di…

 

The Young Pope, alla fine della quarta puntata

Continua il viaggio onirico, sì lo è, come gli squarci “veneziani” sospesi nella notte tragica dell’abbandono dei genitori, di Sorrentino nel suo giovane papa, autarchico, “bambino”, incredulo e incerto, apparentemente forte ma sempre bisognoso di cure affettive, di certezze del passato a cui aggrapparsi, che demistifica il suo misticismo nella segretezza del suo magistero, dei…

 

The Young Pope

The Young Pope Continua il percorso barocco di Sorrentino che “illanguidisce” le immagine di ralenti pazzeschi, saturando la struttura narrativa con “blocchi” diegetici da cardiopalma e intervallando il fluire delle sue trame con picchi “autoriali” di beltà candida, “sporcata” dalla sua eccentricità manieristica, (in)sopportabile. Sceglie un De Niro giovane, il Jude Law dai tratti ambigui…

 

La grande bellezza, ed è di nuovo Ci(ne)ma

  L’importanza del film di Sorrentino sarà rivalutata fra mille anni quando gli uomini, speriamo per la loro (non) sopravvivenza, vivranno come Dio comandò, liberi da orbi, no, orpelli formali e da reciproche diagnosi di “normalità”, fieri di “mendicare” la loro, appunto, umanità decadente come la mia pancetta esuberante. Gambardella, immerso in una Roma capitolina,…

 

La grande bellezza secondo me

Svegliarsi dopo una festa altisonante, o meglio frequentata da ricchi (ba)lordi in pausa eccitata/nte del logo della Martini. Spadroneggiar di oratoria e sopraffina dialettica scaltra da Jep Gambardella/Servillo, servito e riverito da un ipercinetico Sorrentino mai domo con la macchina da presa, fra zoom avanti-indietro, dilatazioni di dolly e giraffe riprese, diciamo, a squarciagola dello stupor nostro esterrefatto, non…

 

La giovinezza di Sorrentino secondo il cannense inviato Anton Giulio Onofri

  YOUTH, di Paolo Sorrentino. Scrivere del nuovo film del regista de La Grande Bellezza rischia di diventare, invece che un elogio dell’opera, una filippica in sua difesa contro l’ormai corazzata schiera dei suoi detrattori. Ma come ignorarli, o almeno fare finta? Antipatico e stupido suona infatti l’odio ideologico di certa cinefilia soprattutto nostrana verso…

 
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