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Screen Actors Guild Awards – I vincitori

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Outstanding Performance by a Cast in a Motion Picture
THREE BILLBOARDS OUTSIDE EBBING, MISSOURI (Fox Searchlight)
ABBIE CORNISH / Anne
PETER DINKLAGE / James
WOODY HARRELSON / Willoughby
JOHN HAWKES / Charlie
LUCAS HEDGES / Robbie
ŽELJKO IVANEK / Desk Sgt.
CALEB LANDRY JONES / Red Welby
FRANCES McDORMAND / Mildred
CLARKE PETERS / Abercrombie
SAM ROCKWELL / Dixon
SAMARA WEAVING / Penelope

Outstanding Performance by a Female Actor in a Leading Role
FRANCES McDORMAND / Mildred – “THREE BILLBOARDS OUTSIDE EBBING, MISSOURI” (Fox Searchlight)

Outstanding Performance by a Male Actor in a Leading Role
GARY OLDMAN / Winston Churchill – “DARKEST HOUR” (Focus Features)

Oustanding Performance by an Ensemble in a Drama Series
THIS IS US (NBC)
ERIS BAKER / Tess Pearson
ALEXANDRA BRECKENRIDGE / Sophie
STERLING K. BROWN / Randall Pearson
LONNIE CHAVIS / Young Randall
JUSTIN HARTLEY / Kevin Pearson
FAITHE HERMAN / Annie Pearson
RON CEPHAS JONES / William Hill
CHRISSY METZ / Kate Pearson
MANDY MOORE / Rebecca Pearson
CHRIS SULLIVAN / Toby Damon
MILO VENTIMIGLIA / Jack Pearson
SUSAN KELECHI WATSON / Beth Pearson
HANNAH ZEILE / Teenage Kate

Outstanding Performance by a Female Actor in a Drama Series
CLAIRE FOY / Queen Elizabeth II – “THE CROWN” (Netflix)

Outstanding Performance by a Male Actor in a Drama Series
STERLING K. BROWN / Randall Pearson – “THIS IS US” (NBC)

Life Achievement Award
Morgan Freeman

Outstanding Performance by a Female Actor in a Television Movie or Limited Series
NICOLE KIDMAN / Celeste Wright – “BIG LITTLE LIES” (HBO)

Outstanding Performance by a Male Actor in a Television Movie or Limited Series
ALEXANDER SKARSGÅRD / Perry Wright – “BIG LITTLE LIES” (HBO)

Outstanding Performance by a Male Actor in a Supporting Role
SAM ROCKWELL / Dixon – “THREE BILLBOARDS OUTSIDE EBBING, MISSOURI” (Fox Searchlight)

Outstanding Performance by a Female Actor in a Supporting Role
ALLISON JANNEY / LaVona Golden – “I, TONYA” (Neon/30West)

Outstanding Performance by an Ensemble in a Comedy Series
VEEP (HBO)
DAN BAKKEDAHL / Roger Furlong
ANNA CHLUMSKY / Amy Brookheimer
GARY COLE / Kent Davison
MARGARET COLIN / Jane McCabe
KEVIN DUNN / Ben Cafferty
CLEA DUVALL / Marjorie Palmiotti
NELSON FRANKLIN / Will
TONY HALE / Gary Walsh
JULIA LOUIS-DREYFUS / Selina Meyer
SAM RICHARDSON / Richard Splett
(continued on next page)
PAUL SCHEER / Stevie
REID SCOTT / Dan Egan
TIMOTHY SIMONS / Jonah Ryan
SARAH SUTHERLAND / Catherine Meyer
MATT WALSH / Mike McLintock

Outstanding Performance by a Female Actor in a Comedy Series
JULIA LOUIS-DREYFUS / Selina Meyer – “VEEP” (HBO)

Outstanding Performance by a Male Actor in a Comedy Series
WILLIAM H. MACY / Frank Gallagher – “SHAMELESS” (Showtime)

 

 

Black Mirror, quarta stagione: Crocodile

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Ebbene, stavolta recensirò per voi quello che è stato definito l’“episodio” più brutto di tutte le stagioni di Black Mirror, ovvero Crocodile. Permettetemi in parte di dissentire, ne spiegherò le ragioni.

Diretto dall’esperto John Hillcoat (The RoadLawlessCodice 999), è certamente irrisolto, non del tutto riuscito, abbastanza carente in materia di pathos e forse troppo sbrigativo, ma questi sono difetti tipici di questo genere di “produzioni” che, dovendo obbligatoriamente stare nel minutaggio di solo un’oretta, inevitabilmente peccano di superficialità e son costrette ad accelerare narrativamente, con snodi spesso troppo facili.

Subito, in un montaggio sincopato molto “ballerino”, in maniera, oserei dire, lisergica… veniamo catapultati nel caos di una disco-dance. Poi, i due protagonisti, un ragazzotto ben pasciuto e una ragazzina quasi anoressica, ritornano a casa a tutta velocità sul loro macchinone. Ancora sballati e ubriachi, investono involontariamente un passante in bicicletta e l’ammazzano sul colpo. Sconvolti, anziché chiamare la polizia e identificarsi come autori del “delitto”, ben consci delle orribili conseguenze a cui andrebbero incontro, liberi da sguardi indiscreti, essendo quel posto quasi abbandonato da Dio, raccolgono il cadavere dall’asfalto e lo gettano in un lago lì vicino. Maschereranno nelle loro colpevoli coscienze il misfatto per anni.

Quindi… salto temporale. Una donna, con marito e figli, fa una conferenza e viene celebrata come geniale, innovatrice architetta. È la stessa donna autrice dell’omicidio, adesso profondamente cambiata nel look, cresciuta e con una vita soddisfacente e ambiziosa. Nella sua stanza dell’albergo, fa capolino la sua vecchia conoscenza, il suo ex ragazzo… e le confida, mostrandole una foto di giornale, che la moglie di quell’uomo da loro ucciso tanti anni fa è viva, non si dà pace per la scomparsa del marito ed è disperata. E sta cercando ancora la verità… perché non ha mai saputo perché fosse sparito nel nulla. In questa notte d’antichi complessi di colpa, di un glaciale passato tormentoso che riemerge in tutto il suo brutale, gelido orrore, accadrà ancora una volta qualcosa di macabro…

Intanto, un’agente assicurativa sta interrogando vari testimoni riguardo un banale incidente stradale. Sì, è stata sviluppata e messa a punto una tecnologia rivoluzionaria, il “rammentatore”, uno strumento che legge nei ricordi delle persone, per rievocare “tangibilmente” ciò che è custodito negli anfratti “soggettivi” della memoria.

Questa è la prassi…

Quell’incidente stradale è stato fuggevolmente visto anche dalla nostra signora “morte”. E qui viene il bello, anzi, l’orrido… come potrete facilmente intuire. Viene interrogata, le verità emergono, i suoi delitti non possono essere più nascosti e ci scappa un’altra morta. E via via la violenza esplode sanguinaria e incontrollabile. Sino al twist finale, che ha dell’incredibile e che naturalmente non vi sveleremo per non rovinarvi la sorpresa.

Ecco, il tutto poteva essere indubbiamente svolto meglio, non ci convince la deragliante, repentina deriva omicida della protagonista, incarnata dalla magrissima e luciferina Andrea Riseborough, e la sceneggiatura di Charlie Brooker lascia molto a desiderare. Troppo meccanica, automatica la follia che viene ingenerata, esagerate le dinamiche assassine, e la logica qui non combacia tanto con la verosimiglianza narrativa e con le cause-effetto della vicenda. Insomma, possibile che questa donna, all’apparenza normalissima, si sia trasformata in uno spietato mostro all’improvviso? No, forse a ben vedere, da quel giorno maledetto di quel cadavere buttato nelle acque, la sua psiche aveva già subito una sinistra deviazione celata proprio nei ricordi della sua bestialità arcanamente umana, e forse aveva sempre mentito su questo “cambiamento” perfino a sé stessa, coprendosi d’una maschera sociale apparentemente perfetta quanto ambiguamente terrificante.

Quindi Crocodile è proprio brutto? Sì, in parte lo è, e non emoziona neppure molto, non avvince nella trama e nei suoi sviluppi, ma almeno vince sul piano dell’ambientazione e dell’eleganza formale delle immagini, immergendoci in una cupa Islanda spettrale da noir polizieschi da Jo Nesbø, e alla fin fine si fa apprezzare per il taglio prospettico delle freddissime inquadrature, per l’interpretazione distaccata e agghiacciante della Riseborough e ci ha fatto sorridere onestamente per il finale grottesco quanto inaspettato e al solito cinicamente crudele in puro stile Black Mirror.

Una simpatica sciocchezza, insomma, pretendiamo certo di meglio, ma non così disprezzabile come si è letto in giro. Soprattutto se siete amanti di tetre location e dei panorami aridamente gelati e umanamente raggelanti.

di Stefano Falotico


 

L’uomo sul treno – The Commuter (Liam Neeson), i trailer (originali e in italiano), gli spot e la featurette

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Michael (Liam Neeson) è un ex agente del dipartimento di polizia di New York che prende quotidianamente lo stesso treno per andare e tornare dal lavoro. Un giorno viene avvicinato da una seducente psicologa che lo sfida a fare un gioco: deve scoprire quale passeggero del treno è, a suo avviso, “fuori posto”. Michael è intrigato e accetta la sfida, ma si trova presto coinvolto in una pericolosa cospirazione criminale in cui è in gioco la sua stessa vita e quella di tutti i passeggeri.

 

Black Mirror, quarta stagione: Arkangel

Arkangel

Eh sì, Black Mirror, nella sua asciutta nitidezza formale, nella sua concisa sinteticità, nel suo affastellar temi sociologici mischiati alle nuove rivoluzioni tecnologiche, nel suo portare alle estreme conseguenze i “risvolti”, anche atroci e ferinamente inquietanti, della modernità, sta sempre più attecchendo nella mente degli spettatori, creando una sorta di prolungamento avveniristico delle nostre emozioni “virtuali”, e noi stessi ce ne plagiamo ed effondiamo, esplorando le parti oscure del nostro umano progredire laddove il futuro si prospetta tanto radioso quanto allarmante, quanto sinistramente minaccioso.

Stavolta è il turno di Arkangel, episodio già sulla bocca di tutti perché è firmato dal due volte premio Oscar Jodie Foster. Un’attrice sempre impegnata nel sociale e ci accorgiamo, se andremo a scorgere nella sua filmografia “registica”, di come sia stata sempre affascinata dal tema della maternità e del difficile compito educativo genitoriale.

Fin da subito, veniamo immersi nell’atmosfera spaventosamente asettica dell’impianto scenico. Ecco una madre in sala parto, ci sono delle complicazioni, ma poi tutto si risolve ed esce una bella bambina. La madre però, vedendo gli infermieri accalcarsi attorno al feto, e non mostrandole l’appena nascitura, si preoccupa e grida allucinata, domandando ad alta voce ai medici se la bambina è “normale”. Viene presto rassicurata e finalmente stringe la sua creatura fra le braccia.

Ma già da questi dettagli possiamo intuire l’eccessiva “apprensività” di una madre morbosamente legata al sangue del suo sangue. Non ci viene detto da chi abbia avuto la bambina e non lo sapremo fino alla fine, sappiamo solo che questa donna vive col padre, molto anziano, che poi morirà, che ha una bella casa ed è ossessionata dalla figlia, di nome Sara.

Al che, si rivolge a degli specialisti nel campo della sperimentazione, che installano alla bambina di soli tre anni un microchip comunicante con un tablet, che la madre in qualsiasi momento può visionare, che trasmette “in diretta” lo spazio visivo, oculare della figlia e attraverso il quale la madre, monitorando ciò che vede la pargoletta, può addirittura applicare una specie di filtro che censura e annebbia le immagini, pericolose o violente, della vita reale di tutti i giorni che potrebbero generare nella figlia stessa ansia o turbamento.

Comprendiamo, noi spettatori, fin dapprincipio, quanto nelle ragioni di questo smodato “controllo” vi sia qualcosa di morbosamente distorto nella relazione fra la madre e la giovanissima figlia. La madre non si staccherà da questo strumento per molto tempo, poi deciderà di lasciar stare, ma solo momentaneamente. Poiché, come umanamente accade, la figlia crescerà e comincerà inevitabilmente a fare le prime esperienze, anche sessuali. È allora che la madre s’insospettirà, le sue preoccupazioni aumenteranno a dismisura, e si rivolgerà nuovamente ad Arkangel… con conseguenze nefaste…

Al solito, un episodio su quanto la tecnologia possa influire sulle relazioni umane. E il quadro che ne sortisce è quello di una madre malata, patologicamente maniacale nello spiare le azioni della figlia, assillata in maniera esasperante dal suo ruolo di madre, perché pare che per tutto il tempo questa madre sia presa soltanto da un’insistente domanda che, in agghiacciante silenzio, rivolge continuamente al suo cuore: sono una brava madre, un’educatrice corretta? E più si espanderà quest’ossessività riguardo il suo ruolo di madre che vuol essere perfettamente “giusta”, più la sua apprensività sfocerà nella paranoia, nell’isteria.

Ma concentriamoci sul concetto di apprensività. È una parola che nel vocabolario non esiste ma che viene spesso usata in ambito psichiatrico per riassumere, in senso comportamentale e psicologico, tutta quella serie di irrazionali atteggiamenti e ingiustificate premure “messe in moto” per contrastare eventi temuti, effettuate soprattutto a livello inconscio per mettere a posto la propria coscienza e tranquillizzarla. E che in particolar modo è tipica di persone insicure che, nella loro ingenua volontà di far del bene alle persone loro care, non si rendono invece conto di arginarne il libero arbitrio, minando le autonome, inviolabili emancipazioni personali.

E in questo risiede la criticità del personaggio interpretato dalla “calcolatrice” Rosemarie DeWitt, che nei suoi eccessi è lapalissianamente un esempio calzante di quel genere, potremmo dire, di genitore… “mostruosamente” legato di “cordone ombelicale” inscindibile ai figli o alla figlia, come in questo caso.

Un episodio forse non particolarmente innovativo e abbastanza prevedibile nei suoi sviluppi narrativi, ma che come sempre fa riflettere e pone interrogativi non del tutto banali, come invece potrebbe sembrare a una prima visione.

 

 

di Stefano Falotico


 

January 7, 2018, Golden Globes: The Complete Winners List

From Deadline.golden-globes-logo1The 75th anniversary Golden Globe Awards were handed out tonight at the Beverly Hilton, and it was a great night for Three Billboards Outside Ebbing, Missouri, which won Best Motion Picture, Drama, and three other awards including Best Actress for Frances McDormand.

Gary Oldman continued his awards-season run with a Best Actor win for playing Winston Churchill in Darkest Hour, and Guillermo del Toro picked up the Golden Globe for directing The Shape of Water, which also took Original Score for Alexandre Desplat.

James Franco and Saoirse Ronan took home the lead acting awards for a comedy or musical for The Disaster Artist and Lady Bird, respectively. The latter also took home Best Picture, Musical or Comedy.

On the TV side, HBO led all networks with four wins — all for Big Little Lies, which won for Best TV Limited Series/Made for TV Movie and acting nods for Nicole Kidman, Laura Dern and Alexander Skarsgard. Streamers Hulu and Amazon got two apiece, with Hulu and Elisabeth Moss following up their Emmy wins for The Handmaid’s Tale. Rival Netflix got one for Aziz Ansari’s acting in Master of None.

NBC represented broadcast with a Best Actor win for Sterling K. Brown’s role in This Is Us, and FX was the only basic cable net to scoop a Globe, with Ewan McGregor winning for his dual role as brothers in Fargo.

Here is the full list of winners tonight:

Best Motion Picture, Drama
THREE BILLBOARDS OUTSIDE EBBING, MISSOURI

Best Actress, Motion Picture Drama
FRANCES MCDORMAND, THREE BILLBOARDS OUTSIDE EBBING, MISSOURI

Best Actor, Motion Picture Drama
GARY OLDMAN, DARKEST HOUR

Best Motion Picture, Musical/Comedy
LADY BIRD
IAC Films; A24

Best Actress, Motion Picture – Comedy
SAOIRSE RONAN, LADY BIRD

Best Direction, Film
GUILLERMO DEL TORO, THE SHAPE OF WATER

Best Limited TV Series/Made for TV Movie
BIG LITTLE LIES, HBO
HBO Entertainment / David E. Kelly Productions / Pacific Standard / Blossom Films

Best Director, Film
GUILLERMO DEL TORO, THE SHAPE OF WATER

Best TV Series, Comedy/musical
THE MARVELOUS MRS. MAISEL, AMAZON
Amazon Studios

Best Actor, Limited TV Series/Made for TV Movie
EWAN MCGREGOR, FARGO

Best Screenplay, Motion Picture
MARTIN MCDONAGH, THREE BILLBOARDS OUTSIDE EBBING, MISSOURI

Best Supporting Actress, Motion Picture
ALLISON JANNEY, I, TONYA

Best Animated Film
COCO
Pixar Animation Studios; Walt Disney Studios Motion Pictures

Best Supporting Actress TV Series/Limited Series/TV Movie
LAURA DERN, BIG LITTLE LIES

Best Actor Motion Picture, Musical/Comedy
JAMES FRANCO, THE DISASTER ARTIST

Best Original Song, Film
 “THIS IS ME” — THE GREATEST SHOWMAN
Music by: Benj Pasek, Justin Paul
Lyrics by: Benj Pasek, Justin Paul

Best Original Score, Film
ALEXANDRE DESPLAT, THE SHAPE OF WATER

Best Supporting Actor, TV Series/Limited Series/Made for TV Movie
ALEXANDER SKARSGÅRD, BIG LITTLE LIES

Best TV Series, Drama
THE HANDMAID’S TALE, HULU
MGM

Best Actor, TV Series – Drama
STERLING K. BROWN THIS IS US

Best Actress TV Series, Drama
ELISABETH MOSS, THE HANDMAID’S TALE

Best Actress TV, Musical/Comedy
RACHEL BROSNAHAN, THE MARVELOUS MRS. MAISEL

Best Supporting Actor, Film
SAM ROCKWELL, THREE BILLBOARDS OUTSIDE EBBING, MISSOURI

Best Actress Limited Series TV
NICOLE KIDMAN, BIG LITTLE LIES

 
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